tradimenti
Asia cap 25
08.06.2026 |
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"“Hai ragione, hai sentito Amedeo, sdraiati così mi metto sopra di me e puoi vedere bene come questo bravo ragazzo mi scopa al tuo posto..."
Anche se erano passati un paio di giorni, l’essere rimasta di fatto a bocca asciutta la sera dell’incontro con Alessia e Manuele, mi aveva messo una gran voglia d’avere un bel rapporto con qualche nuovo stallone che sapesse farmi godere trattandomi sia come una gran signora, che come l’ultima delle puttane.“Ho voglia di scopare.” dissi subito dopo cena ad Amedeo senza pensarci su due volte “E voglio qualcuno che non ho mai visto.”
“Ci sarebbe un certo Gabriel, un mezzo mulatto che ho già contattato la settimana scorsa.” mi rispose il mio fidanzato ben disposto come sempre a soddisfare ogni mio capriccio.
“Ma ha un bel cazzo ?”
Lui non si scompose davanti alla mia sfacciataggine, ma prese il portatile per farmi vedere alcune foto di un ragazzo, che se aveva un viso piuttosto anonimo, di contro mostrava una certa muscolatura, ma soprattutto un notevole rigonfiamento là dove serviva.
Amedeo riuscì ad organizzare un incontro per il pomeriggio del giorno dopo, chiedendo al ragazzo se volesse mettere un costume, ben sapendo quanto amassi trovare ogni scusa per fare sesso a bordo piscina.
Gabriel arrivò con un leggero anticipo, il che mi permise di vederlo mentre si spogliava mostrandomi tutta la bellezza del suo corpo, per poi sdraiarsi su un lettino come se nulla fosse. Avevo già scelto un costume intero che trovavo molto più sexy di un bikini, non solo perché mi lasciava le natiche quasi nude, ma soprattutto per l’ampia scollatura che grazie ad un sostegno quasi invisibile metteva in risaltò il mio seno, facendolo apparire ancor più esplosivo.
Indossato il costume misi ai piedi dei saldali con un tacco molto alto, e così vestita mi diressi verso il mio amante, camminando nel modo più sensuale che conoscessi, mentre Amedeo si andava a nascondere come sua abitudine.
Se da lontano Gabriel aveva un fisico a dir poco scolpito, da vicino era ancora meglio, con dei pettorali che sfioravano la perfezione, un addome piatto ma soprattutto un pene di notevoli dimensioni seppur ancora floscio e coperto dal costume.
“Amedeo mi aveva detto che eri una bellezza, ma non immaginavo tanta grazia.” mi disse con un filo di voce.
“Grazie ma ho poca voglia di fare conversazione.” gli risposi prima di mettermi carponi fra le sue gambe per infilargli la lingua in bocca.
Il ragazzo rispose ai miei baci in modo fin troppo passivo, così decisi di dare un ulteriore taglio ad ogni convenevole togliendomi il costume e rimanendo nuda davanti a lui, lasciandolo letteralmente senza parole.
Come se fosse la cosa più naturale del mondo mi rimisi carponi per abbassargli il costume, e poter così arrivare all’oggetto dei miei desideri, che diede chiari segni di vita non appena lo sfiorai con le dita, per ergersi in tutta la sua magnificenza quando provò il tocco della mia lingua.
Nonostante non fosse un bull alle prime armi, Gabriel rimase sorpreso dalla mia audacia, rimanendo in silenzio sino a quando non volle ricordarsi che in fondo era lui che doveva condurre il gioco. Così mi prese in braccio per portarmi dentro, ma una volta varcata la porta di casa, non mi fece sdraiare sul letto, facendomi invece rimanere in piedi davanti a lui, per stringermi a sé prima di darmi un lungo bacio mentre mi palpava con forza il sedere. A quel punto fui io ad esser travolta da tanta mascolinità, dimenticando del tutto che il mio fidanzato ci stesse guardando da qualche parte, sicuramente col suo piccolo pene in mano.
“Voglio ancora il tuo cazzo.” gli dissi prima di scivolare verso il basso con la bocca, tenendo le gambe ben ferme e piegando solo la schiena sino ad averla quasi parallela al pavimento.
Il pene di Gabriel non era solo oltremodo grande, ma emanava uno strano odore quasi dolce, che lo rendeva unico e irresistibile, facendo sì che non mi stancassi mai di succhiarlo o anche solo passarci la lingua sopra. Quasi senza accorgercene ci ritrovammo sul letto dove continuai il mio lento lavoro di bocca accovacciata fra le sue gambe, mentre lui godeva delle mie attenzioni cercando di mantenere un certo distacco.
Grazie ad un gioco di specchi vidi per un attimo Amedeo che ci osservava fuori dalla vetrata, ma non gli diedi alcuna importanza, e del resto a modo suo anche lui godeva del fatto che facessi sesso con un uomo ben dotato.
Ben sapendo quanto gli piacesse guardarmi toccarmi, feci scivolare una mano fra le mie cosce, trovando la passera che era già un lago, prontissima ad accogliere il membro del mio amante del momento.
Alla fine non seppi resistere al prendere quella gran bella mazza dentro di me, così gli scivolai sopra per poi impalarmi lentamente sul suo pene. Volendo gustarmi ogni attimo di quella penetrazione, scesi molto lentamente sentendo ogni millimetro del suo cazzo scivolare dentro la mia passera, sino a quando non fu tutto dentro.
Proprio in quel momento rividi Amedeo con lo sguardo stravolto, neanche fosse stata quella la prima volta che mi vedeva con un altro. Non so perché ebbi un momento di rabbia, tanto che mi fermai per chiedere a Gabriel cosa ne pensasse di far partecipare il mio ragazzo al rapporto, ma non come semplice guardone bensì da protagonista anche se a modo suo.
“Hai mai sverginato un culetto vergine ?” gli chiesi sussurrando quella domanda nell’orecchio.
“Il tuo credo che non lo sia da tempo, quindi se è quello del cornuto che mi ha chiamato perché no.” mi rispose quasi ridendo.
Così mi alzai per andare alla porta finestra per prendere Amedeo per mano e portarlo in quella che era la nostra sala giochi.
“Spogliati così ci divertiamo tutti e tre.” gli dissi riuscendo a stento a trattenermi dal ridergli in faccia.
Lui all’inizio non comprese la mia richiesta, ma quando gliela ripetei fu un fulmine a togliersi i vestiti.
Lo feci quindi sedere sul letto per poi sdraiarmi davanti a lui poggiando la testa sul suo ventre, quindi gli dissi di tenermi le gambe aperte afferrandomi le caviglie in modo che Gabriel mi potesse scopare più facilmente.
Non appena Amedeo fece quello che gli avevo chiesto, lo stallone s’inginocchiò davanti a me e mi penetrò senza mia fermarsi un attimo, col suo pene che entrò in me come una lama nel burro.
“Amore guarda come godo con un bel cazzo che mi scopa come piace a me, un cazzo dello grosso che mi fa godere come merita una donna.” dissi poggiando una mano propria sopra la passera.
Continuai a parlare con Amedeo come se nulla fosse, mentre Gabriel aumentava sempre di più il ritmo, ma senza diventare mai troppo violento, quasi volesse giocare al gatto col topo.
“Dimmi amore vuoi vedermi prenderlo nel culo ?” chiesi al cornuto facendo un po’ l’ingenua.
“Se lo vuoi tu sì.” mi rispose eccitatissimo.
Avrei voluto che fosse lui a chiederlo a Gabriel, ma questi non mi diede il tempo d’aprire bocca, che già m’aveva infilata mezzo pene del retto, lasciandomi senza fiato.
Lo stallone mi sodomizzò da vero maestro, facendomi godere come se non ci fosse un domani, ma quello che mi lasciò ancora più sconvolta, era il vedere Amedeo eccitato da quella situazione, come se l’essere cornuto fosse per lui un piacere fisico oltre che mentale. Quello che doveva essere il mio fidanzato era lì con gli occhi strabuzzati, a tenermi le gambe mentre un perfetto sconosciuto m’inculava senza darmi un attimo di tregua.
“Girati così il tuo ragazzo può guardare meglio.” mi disse non senza un po’ d’ironia Gabriel.
“Hai ragione, hai sentito Amedeo, sdraiati così mi metto sopra di me e puoi vedere bene come questo bravo ragazzo mi scopa al tuo posto.”
Il cornuto mi sistemò in un attimo, e forse ancor più velocemente di lui mi misi sopra di lui nel più classico dei sessantanove, solo che mentre Amedeo iniziò subito a leccarmi la passera, io non degnai neanche di una carezza il suo piccolo pene.
Gabriel dopo aver rimesso la mazza nella mia fica, mandandomi subito in estasi, mi sodomizzò peggio di prima, facendomi perdere ogni freno inibitore casomai me ne fosse rimasto uno.
Ad ogni suo affondo gemevo così forte che quasi urlavo, poi lo incitavo a sbattermi con ancora più forza mentre quasi schiacciavo la faccia di Amedeo con la passera fradicia. Lo stallone da parte sua non aveva bisogno di sentire le mie suppliche, ma mi scopava con furia quasi animalesca, tenendomi per i fianchi o per i capelli, in modo che inarcassi ancor di più la schiena. Quando si rese conto che stava per venire, mi spinse un po’ in avanti per schizzare il suo orgasmo sulla faccia di Amedeo, che rimase impietrito, ma soprattutto incapace di dire qualsiasi cosa.
“Non è giusto che questa bontà vada sprecata.” dissi leccando un po’ di quello sperma direttamente dalla faccia di Amedeo, per poi farglielo cadere nella bocca ancora spalancata “Ora però dimmi non vorresti provare quello che sento io mentre mi scopano ?”
“Sarebbe a dire ?” mi rispose forse fingendo di non aver capito
“Che se vuoi puoi provare un cazzo vero, e non quelli di gomma coi quali ti scopo. Se poi non ti piace non hai che da dirlo e me lo riprendo io. Però prima devi fargli un bel pompino, perché come vedi al momento il ragazzo ha il cazzo moscio.”
Amedeo s’avvicinò quasi con rispetto alla mazza di Gabriel, e nonostante avesse già preso in bocca dei peni finti, all’inizio si limitò a leccare la cappella, come se non sapesse cosa fare. Io lo guardai per un po’ divertendomi per la sua goffaggine, poi m’avvinai a lui e presi a leccare l’asta dello stallone insieme a lui. Ben presto la bocca di Amedeo si fece come più audace, arrivando a succhiare quel pene che teneva con una mano, mentre io leccavo i testicoli per far eccitare ancora di più Gabriel.
Quando l’asta dello stallone fu quasi turgida, passai al culetto di Amedeo, che iniziai a ungere usando una quantità industriale di lubrificante, per poi allargarlo prima con un dito ed in seguito con due. Lui apprezzò fin troppo vistosamente, spingendo indietro il sedere come se volesse che lo penetrassi ancora di più, ma le mie dita non potevano fare chissà quale miracolo.
“Gabriel secondo me questo porcello non vede l’ora di prenderlo nel culo, solo non partire in quarta che sei il primo che lo scopa sul serio.” dissi mettendomi di fianco ad Amedeo per potergli tenere aperte le chiappe.
“Stai tranquilla anche se sono certo che dopo sarà lui a chiedermi di fotterlo più forte.”
Così con Amedeo che non aprì mai bocca, Gabriel iniziò a sodomizzarlo con estrema calma, scivolando indietro quando sentiva che stava forzando troppo, ma senza mai tirar fuori la cappella. La penetrazione fu lunga, ma quasi indolore per Amedeo, che quando si ritrovò tutta la mazza dentro si lasciò andare a un gemito di piacere che era però tutto un programma.
“Ma che bravo il mio ragazzo che ha preso tutto questo gran cazzo nel culo !” esclamai fingendomi sorpresa “Adesso però scopalo sul serio, anche perché il porco non aspetta altro che fare la troia.”
Gabriel non mi rispose, ma iniziò a scopare con un certo vigore Amedeo, i cui gemiti salirono ben presto di volume.
“Dillo che ti piace il cazzo, tanto non puoi negarlo visto come godi.” gli dissi accarezzandogli una chiappa.
“Sì è bellissimo.” mi rispose a bassa voce.
“Allora adesso ti mando in paradiso.”
Gli presi il pene che era durissimo in mano, e lo segai sino a farlo venire, continuando a masturbarlo anche con la mano piena del suo seme, trasformandolo in una sorta di macchina per orgasmi, che aveva uno dopo l’altro.
Gabriel da parte sua lo fotteva con la stessa intensità avuta poco prima con me, coll’unica differenza che non volle venirgli in faccia, ma direttamente nella bocca, con Amedeo che inghiottì tutto da perfetta troia.
“Non so chi fra voi due sia più puttana, però m’avete fatto godere come non mi succedeva da tempo.” disse lo stallone mentre si rivestiva “Solo che con voi uno solo non basta, e forse neanche due.”
“E chi lo può dire se non il tempo.” gli risposi accompagnandolo alla porta, per poi salutarlo come se fosse un vecchio amico.
Quando tornai Amedeo era ancora sdraiato sul letto, chiaramente senza forse ma altrettanto felice.
“Non c’è nulla che mi vuoi dire ?” gli chiesi accarezzandogli la testa.
“Che adesso so cosa provi quando ti scopano, ed è qualcosa di bellissimo anche se non sono una donna.” mi rispose senza vergognarsi di quel che in fondo era fin troppo chiaro.
Andammo insieme a fare la doccia per poi addormentarci abbracciati e nudi, con me felice d’aver scoperto quanto Amedeo fosse più simile a me che a uno come Gabriel.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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